Anoressia-STUDIO PSICOLOGICO CLINICO DELLA RELAZIONE

STUDIO PSICOLOGICO CLINICO DELLA RELAZIONE

La dipendenza nei disturbi del comportamento alimentare

    I disturbi del comportamento alimentare, al pari delle altre manifestazioni sintomatiche, sono portatori di complessi significati relazionali, che per il soggetto hanno anche un importante valenza identitaria, e sembrano perpetuare una modalità relazionale basata sulla dipendenza, modalità che, in quanto “strategia inconscia” (Minolli, 1993) non è direttamente accessibile alla coscienza e può emergere solo in forme “camuffate”: ecco l’apparente paradosso dell’individuo anoressico/ bulimico il cui corpo di fa portatore di una sofferenza visibile a tutti tranne che al soggetto stesso, vera e propria incarnazione di una richiesta di cure e di attenzioni che verbalmente viene ostinatamente negata (“non sono magra”, “non sono malata”, “Non ho bisogno di niente”). Negata e al tempo stesso agita. Al forte coinvolgimento e apprensione, nonché turbamento da parte dell’ambiente circostante, queste “indomabili” (Raimbault, Eliacheff, 1991) oppongono un'assenza quasi totale di preoccupazione per la propria condizione fisica, anzi, è proprio in questa non-preoccupazione che risiede la loro forza, forza della negazione dei loro bisogni, non solo fisiologici ma anche di cure e di sostegno. Un gioco destinato a ripetersi all’infinito, come il criceto che corre incessantemente sulla ruota senza mai arrivare da nessuna parte, finché il significato profondo non diventi oggetto di coscienza.

Dott.ssa Chiara Campadello